Guida Gjirokastra

Incastonato tra le montagne del sud dell’Albania, Gjirokastra è uno splendido borgo storico conosciuto anche con il nome greco di Argirocastro o “Fortezza Argentata”, probabilmente per via del caratteristico color argento dei muri del castello che sorge nella cittadina. Meravigliosamente conservato in ogni suo edificio, questo affascinante borgo è stato di recente inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO, confermandosi così come la città di Beratuna delle località più frequentate dai turisti nel sud dell’Albania.

A poca distanza dal confine con la Grecia (appena 40 chilometri), Gjirokastra è infatti la meta prediletta dai turisti provenienti da Corfù, non soltanto per via delle sue bellezze artistiche ed architettoniche, ma anche per la particolare tradizione culinaria che caratterizza questo luogo, dove influenze greche ed albanesi si mescolano alla perfezione.

Cosa vedere a Gjirokastra

Località turistica tra le più frequentate dell’intero territorio albanese, Gjirokastra è nota soprattutto per il caratteristico borgo antico, tutto fatto di vicoli stretti, casette tipiche dai tetti in pietra e vecchi ruderi che gli donano un fascino davvero unico. Arroccata su di una montagna, la città vecchia è infatti tutta un sali e scendi di piccole strade che nascondono ad ogni angolo splendidi edifici e scorci paesaggistici. Qui, nel pieno centro della cittadina, si trova la bella casa Skenduli, una tra le più famose case storiche che popolano Gjirokastra: costruita nel 1700, è stata poi restaurata nel corso degli anni, con l’intento di conservarne l’aspetto originario. Entrandovi, ritroverete quindi il tipico arredamento in stile ottomano, nonostante si tratti di un luogo creato ad arte per i turisti. Vi sembrerà di tornare indietro nel tempo, grazie anche ai proprietari dell’abitazione, che sono soliti raccontarne la storia con particolare cura e dedizione.

Mettendo da parte per un momento le bellezze storiche che caratterizzano il borgo di Gjrokastra, una delle attrazioni turistiche più interessanti è rappresentata senza dubbio dal bazaar cittadino. Costruito nel XVII secolo per volere del governatore Memi Pascià, questo era originariamente un tipico quartiere commerciale ottomano, poi trasformatosi nel cuore economico-finanziario della zona. Tra piccole botteghe artigiane e commercianti rumorosi, il bazaar sembra comunque conservare il suo carattere originario. Sono tantissimi anche i locali tipici e ristorantini dove poter degustare un caffè turco o provare alcuni piatti tipici della tradizione culinaria del luogo, che ha da sempre risentito delle influenze della cultura greca.

Il Castello di Gjirokastra

Al di là delle caratteristiche case in pietra che attirano qui i turisti da tutto il mondo, una delle vere e proprie attrazioni del luogo è sicuramente lo splendido castello di Gjirokastra, arroccato su di una collina a poca distanza dalla cittadina, in una posizione particolarmente strategica per il controllo della zona circostante. La storia di questo edificio è piuttosto complessa e travagliata, soprattutto considerando che venne costruito per la prima volta nel V secolo d.C., per poi subire rifacimenti e ricostruzioni che ne hanno modificato totalmente la struttura.

L’aspetto attuale dovrebbe risalire all’incirca alla seconda metà del XII secolo d.C., quando il castello fu completamente ristrutturato per ordine del sultano Bayezid, per poi subire ancora rifacimenti con Ali Pasha Tepelena e re Zog I. A quest’ultimo, nello specifico, si deve l’ampliamento delle prigioni, utilizzate fino a poco tempo fa dal governo di Enver Hoxha per la custodia dei prigionieri politici.

Ad una storia tanto complessa non può che corrispondere una struttura altrettanto articolata. Una volta arrivati sul luogo, è impossibile non rimanere affascinati dalla struttura perfettamente conservata di questo splendido castello, di cui sono tuttora visibili cinque torri, una piccola chiesa, una cisterna ed una torre dell’orologio, fatta edificare sul lato orientale da Ali Pasha Tepelena. Ben conservate sono anche le prigioni del castello, di cui soltanto una parte visibile al pubblico, dove è stato allestito un piccolo museo che permette ai turisti di ripercorrere la storia del governo di Hoxha. Ma se volete concludere in bellezza la vostra visita al castello, vi consigliamo di salire su uno dei bastioni, dove è conservato un vecchio aereo delle truppe americane, atterrato in questa zona per via di problemi tecnici ma tenuto qui dal governatore Hoxha come prova del pericolo delle forze straniere sempre in agguato. Un oggetto piuttosto insolito da conservare in un castello del XII secolo, ma che conferisce al luogo un fascino unico nel suo genere.

La Moschea Bazaar di Gjirokastra

Nel cuore della cittadina vecchia, a poca distanza dalla casa Skenduli, si trova la bella Moschea Bazaar, unica tra le moschee cittadine di età ottomana ad essere sopravvissuta alla furia iconoclasta di Enver Hoxha: riconosciuta come “monumento culturale” agli inizi degli anni Settanta, la struttura si salvò dalla politica di distruzione del governatore, limitandosi ad essere utilizzata come scuola di formazione per gli acrobati dei circhi, dato che l’altezza dei soffitti interni permetteva di appendervi comodamente i trapezi.

Nonostante tutto, questo ha permesso alla moschea di arrivare in perfette condizioni sino ai giorni nostri, offrendo così ai turisti di tutto il mondo uno splendido esempio dell’architettura ottomana. Anzi, vi stupirà scoprire che si tratta di una moschea ancora in uso, dove i fedeli si riuniscono per la preghiera ben cinque volte al giorno.

L’edificio si distingue comunque per una vera e propria maestosità architettonica. Come noterete voi stessi, la Moschea Bazaar ha una caratteristica forma ottagonale, con due ingressi separati per gli uomini e per le donne. Lungo il lato occidentale dell’edificio si trova, invece, un’area adibita al lavaggio delle mani e dei piedi, un rituale che ogni fedele rispetta rigorosamente prima di entrare in moschea. Entrando nell’edificio, vi troverete subito all’interno della sala della preghiera, di fronte a cui si trova il mirhab, ossia la nicchia indicante la direzione di La Mecca verso cui si rivolgono i fedeli. Dalla sala interna potrete poi accedere al minareto, la cui cima è raggiungibile con ben 99 gradini, uno per ogni nome con cui il Dio viene indicato nel Corano.